Originariamente Fuerteventura, come il resto delle isole Canarie, era abitata da un popolo primitivo pagano, prima della sua invasione da parte degli europei. 'Mahorero' è ancora oggi utilizzato per descrivere la gente di Fuerteventura e deriva dalla parola antica ‘mahos' che significa un tipo di scarpa di pelle di capra indossate dagli abitanti originari, probabilmente originare del Nord Africa. Essi vivevano in caverne o abitazioni semi-sotterraneo alcune delle quali sono state scoperte e scavate, scoprendo alcuni esempi di primi utensili e ceramiche. Vivevano di pesce e crostacei, allevavano capre, dalle quali ricavavano carne, latte e formaggi, e di ‘gofio 'un macinato di farina di orzo tostato, ancora presente sugli scaffali dei supermercati di oggi e ancora usato nell’attuale cucina canaria. Erano un popolo spirituale. Le montagne più alte erano dedicate ai riti pagani e a cerimonie. Incisioni e simboli religiosi si trovano tutt’ora sul Monte Tindaya ad indicare questa come montagna sacra.
Nel 1405, il conquistatore francese Jean de Bethencourt occupò l' isola e diede il suo nome all' ex capoluogo, Betancuria, sulla costa occidentale (Puerto del Rosario prese il suo posto come capitale nel 1835). Anticamente nota come Planaria, in virtù delle sue terre pianeggianti, l’ attuale nome dell' isola si ritiene derivi da una esclamazione dello stesso Bethencourt: "Que forte aventure!" ("Che grande avventura"). Una spiegazione meno romantica è che il nome significhi semplicemente "vento forte". Il turismo arrivò sull'isola nel 1966. Nel 1927, Fuerteventura e Lanzarote divennero parte della provincia di Gran Canaria.













